VITA CONSACRATA IN ASIA

OPPORTUNITÀ E SFIDE PER LA VITA CONSACRATA APOSTOLICA

E LA TEOLOGIA DELLA VITA CONSACRATA IN ASIA: ALCUNE

RIFLESSIONI

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Sr Mary Sujita Kallupurakkathu, SND

 

Il Continente asiatico ospita il 60% della popolazione mondiale e l’85% delle religioni non cristiane del mondo. L’Asia è il continente che ha dato origine al Guidaismo, al Cristianesimo, all’Induismo, all’Islamismo, al Buddismo e a molte altre confessioni religiose che si sono diffuse in tutto il mondo. Queste religioni hanno plasmato l’anima, la psiche e le culture dei popoli asiatici. Non c’è una SOLA realtà o cultura asiatica a cui possiamo paragonare la vita religiosa in Asia. Tuttavia, la ricca diversità asiatica presenta alcune similarità. Ad esempio, il senso del sacro è fondamentale per tutte le culture asiatiche. Gli asiatici, in generale, sono sempre stati sensibili al mistero della vita e a trovare un significato in una continua ricerca spirituale del divino. I valori fondamentali della religione e le pratiche religiose, il matrimonio e la famiglia, l’armonia e la non violenza sono ancora presenti nella maggior parte dei cuori asiatici. É importante osservare che, sebbene la Chiesa costituisca a malapena il 2,7% dell’intera popolazione asiatica, come il “lievito e la luce” del vangelo, essa contribuisce enormemente allo sviluppo di questo continente e della Chiesa universale. La Chiesa in Asia irradia speranza!

Poiché l’argomento che stiamo trattando è molto ampio, vorrei concentrarmi su alcuni punti che sono molto importanti per la vita consacrata in Asia in questo momento. La globalizzazione ha portato con sé una trasformazione socio-culturale, economica e cibernetica dell’Asia graduale e costante che avrà un impatto duraturo sul futuro di questo continente. Anche se numerosi asiatici godono di alcuni effetti positivi della globalizzazione, oggi sperimentiamo che i nostri valori asiatici tradizionali vengono sostituiti dalla cultura globalizzata post-moderna del materialismo, del consumismo, dell’individualismo e del secolarismo. L’Asia ha una piccola percentuale di appartenenti alle classi media e ricca e, soprattutto, moltitudini di persone che vivono in condizioni di povertà e miseria estrema. Le vittime principali della globalizzazione, oltre alla nostra Madre Terra, sono i più vulnerabili e Indifesi: i poveri e gli emarginati e, in particolare, donne, bambini e anziani.

L’Asia offre al mondo una visione più profonda del misticismo, basata su secoli di ricerca spirituale e sulla sua ricca eredità spirituale. È avvezza ad una vita di ricerca appassionata di Dio e di rinuncia profetica. La più grande sfida ed opportunità che abbiamo di fronte, come religiosi asiatici, è quella di essere mistici, spinti dalla passione per Cristo e dalla sua missione di compassione. Se vogliamo davvero essere una presenza trasformante in Asia, dobbiamo abbracciare uno stile di vita che testimoni alla nostra gente, indipendentemente dalle loro tradizioni culturali e di fede, i valori asiatici secolari della vera santità, della contemplazione, della rinuncia e dell’ascetismo, del distacco e della semplicità. Il nostro discepolato ci permette di possedere questi valori e di arricchirli con la forza trasformante della Buona Novella di Gesù e di vivere la sua missione profetica nel mezzo delle complessità del continente e della persecuzione crescente in alcune parti dell’Asia. Anche in questi tempi difficili, il nostro messaggio per l’Asia sarà accettato quando i nostri fratelli e sorelle asiatici vedranno in noi persone realizzate in Dio, compassionevolmente impegnate con i più bisognosi. La nostra crescente attenzione per la professionalità e il successo nei ministeri, nel contesto della nostra società competitiva, corre il rischio di sostituire quella fiamma spirituale interiore e il vissuto radicale del Vangelo con una vita più comoda e sicura che elimina la profezia e la mistica dal cuore di chi è in ricerca!

In Asia i religiosi sono molto apprezzati e conosciuti per il loro impegno e per l’efficiente gestione delle loro istituzioni educative, di assistenza sanitaria, pastorale e per i servizi sociali. L’Asia ha ancora bisogno di questi servizi essenziali. Tuttavia, spesso, noi religiosi non siamo percepiti e vissuti come uomini e donne che trovano la loro realizzazione in Dio e come guide spirituali, in linea con la tradizione asiatica delle persone sante. La nostra professionalità, il nostro stile di vita comodo e sicuro tipico della classe media non toccano la nostra gente, perché non sempre vedono in noi testimoni credibili di Gesù e del suo impegno radicale per il Regno di Dio. La TESTIMONIANZA è la chiave della nostra vita religiosa in Asia oggi. Se veramente siamo appassionatamente innamorati di Gesù, se lo abbiamo visto, sentito e toccato nella nostra vita personale, non possiamo non farlo conoscere con la nostra vita, con la nostra presenza e la nostra azione armoniosa e compassionevole. Noi, come persone consacrate, in Asia, dobbiamo chiederci perché non abbiamo l’impatto che dovremmo avere sul popolo asiatico che riconosce e valorizza la santità, la rinuncia e il distacco, la contemplazione e il silenzio, la semplicità e l’amore per la Madre Terra, lo stile di vita di uomini e donne che hanno abbracciato la vita di Sanyasa. La testimonianza diventa potente quando ci apriamo ad una conversione radicale a vivere i consigli evangelici con visibilità e credibilità tra un popolo che comprende il significato della sete di Dio, di una vita che ha il coraggio di rinunciare e di rischiare tutto nella ricerca del divino, nel servizio ai più bisognosi.

Il dialogo è un elemento chiave in Asia. I Vescovi asiatici hanno ribadito l’urgenza di avviare un triplo dialogo con l’Asia: il dialogo con i poveri, con le religioni e con le culture. Hanno sottolineato che la liberazione integrale, il dialogo interreligioso e l’inculturazione sono le preoccupazioni prioritarie della Chiesa e della vita religiosa in Asia. Questa è un’area di enormi opportunità profetiche per le persone consacrate in Asia, a condizione che abbiano la necessaria formazione e competenza. Un numero crescente di congregazioni sta facendo seri sforzi per riconnettersi con il mondo della povertà, con le persone povere ed emarginate e lotta con loro per la dignità e la giustizia. Durante i miei tanti anni di vita e di ministero con la gente povera ed emarginata di Bihar, in India, ho avuto molte esperienze che hanno trasformato la mia vita.

Durante il primo anno della mia vita con i poveri, una donna anziana molto povera e analfabeta del villaggio mi ha fatto riflettere profondamente sulla mia disponibilità a vivere questo triplo dialogo! Questa povera donna mi aveva accolto come una figlia. Di solito la vedevo intenta nel suo culto “puja” molto presto ogni mattina, mentre versava un pò delle sue scarse provviste di olio e latte su una pietra che teneva nell’angolo del culto della sua capanna di fango. Ero giovane ed inesperta delle sue pratiche religiose. Quando il nostro rapporto divenne più forte, un giorno decisi di richiamare la sua attenzione sul fatto che il suo Dio non stava nella pietra che lei adorava, ma nel suo cuore. Naturalmente, mi sentivo così teologicamente corretta! Lei semplicemente sorrise e continuò con il suo “puja” e la sua preghiera.

La domenica successiva un sacerdote venne per celebrare la Messa per i pochi cattolici di quel villaggio. Eravamo tutti ammucchiati in una capanna di fango per la Messa e la mia anziana amica indù venne a sedersi accanto a me in profonda venerazione per tutta la durata della Messa. Quando chiusi gli occhi in preghiera dopo la Comunione, lei mi diede più volte una gomitata e mi sussurrò all’orecchio: “Figlia, l’altro giorno mi hai detto che il mio Dio non è nella pietra che io adoro. Ma ora sembra che il vostro Dio sia nel pane che hai appena mangiato!” La sua osservazione toccò la mia anima e qualcosa cambiò dentro di me. Essere donne e uomini di vero dialogo è una delle più grandi sfide della vita consacrata in Asia. Quanto i religiosi asiatici sono preparati ad un dialogo continuo e aperto, basato su un profondo rispetto per gli individui, le comunità e le loro tradizioni religiose?

Secondo la FABC: “In Asia, milioni di persone soffrono ancora di una povertà estrema. Le vittime di privazioni, espropriazioni, umiliazioni, esclusione e oppressione che lottano per la dignità, la libertà e la solidarietà e per una vita degna della loro umanità, sono risorse privilegiate per la teologia. Gli anawim sono il mezzo par excellence per l’incontro con Dio” (FABC Papers No. 96). Ogni riflessione sull’identità e sul significato della vita apostolica consacrata oggi in Asia deve essere svolta nel contesto appena accennato.

L’evangelizzazione è più efficace nella sua reciprocità! Evangelizzare in Asia è una questione di profonda spiritualità e di testimonianza di vita e non è solo predicare o insegnare la dottrina e le leggi della Chiesa. Si dice che Gandhi abbia detto ad un gruppo di missionari cristiani: “Voi parlate troppo. Guardate la rosa. Anch’essa ha un vangelo da diffondere Lo fa silenziosamente, ma efficacemente, e la gente si avvicina ad essa con gioia. Imitate la rosa”. La chiave sta in una presenza santa ed autentica. Siamo incoraggiati dai numerosi religiosi asiatici che imitano la rosa e che contribuiscono a cambiare le cose nella nostra società e nella Chiesa, nonostante le numerose sfide!

La maggior parte delle congregazioni religiose, specialmente quelle internazionali, dovrà fare uno sforzo consapevole per liberarsi dalla percezione della loro identità come di “stranieri” che hanno risorse finanziarie straniere e uno stile di vita più alto e migliore, come professionisti che gestiscono grandi istituzioni e costituiscono, essi stessi, una classe “speciale”! Mi chiedo se invece di essere una presenza trasformante in Asia, alcuni di noi stanno perdendo il “mordente” mistico e profetico, diventando sempre più parte di una cultura consumistica, rafforzando uno stile di vita secolare e comodo! A volte la nostra appartenenza religiosa può farci sentire in diritto di vivere una vita più confortevole e sicura, perché ci convinciamo che noi abbiamo lasciato tutto per seguire Gesù e Lui ci ha promesso di ripagarci con il centuplo!

La vita religiosa in Asia può essere vista come una modalità di ascesa socio-economica. Il nostro modo di vivere i nostri voti, in particolare il voto di povertà, non ha senso per la maggior parte degli asiatici che deve combattere la povertà per tutta la loro vita. Abbiamo bisogno di creare una nuova identità e uno stile di vita che danno più credibilità al nostro essere discepoli asiatici di Gesù che sono consacrati per essere una presenza incarnata e profetica per la missione, specialmente tra coloro che sono ai margini della nostra società dove la vita è minacciata e insicura. Mi auguro che i teologi, soprattutto i teologi asiatici, continuino a lavorare per riscrivere le conoscenze asiatiche tradizionalmente filo-occidentali e la teologia della vita religiosa e permettano che essa germogli dal suolo asiatico, dalla nostra esperienza asiatica di Gesù e dalla sua Buona Novella vissuta e condivisa tra la nostra gente. In che modo la vita consacrata può trovare una nuova rilevanza e vivacità nel rispondere alle agonie dell’anima asiatica nel nostro contesto attuale globalizzato, post-moderno, socio-culturale, cibernetico?

La nostra risposta non può essere diversa da quella di Gesù! Tra tutte le sfide, assistiamo anche a molti segni di speranza e di vitalità nella Chiesa asiatica, specialmente nelle numerose vocazioni alla vita religiosa. Tra i religiosi vi è una crescente apertura alla missione ad gentes e una disponibilità ad andare in nuove missioni di frontiera in cui sono necessarie la presenza e il servizio dei religiosi. Sono presenti anche una crescente consapevolezza e impegno per la giustizia, la pace e l’integrità del creato, il coinvolgimento diretto con e per coloro che sono poveri ed emarginati, in particolare le donne nella loro lotta per la dignità e la giustizia. Ci sono tentativi di coltivare una migliore integrazione ed armonia tra i popoli. Piccoli come siamo, la nostra presenza e i nostri ministeri, come donne impegnate e religiosi, contribuisce a cambiare le cose in Asia.

Oggi i religiosi asiatici hanno molte opportunità di entrare in contatto con l’Occidente nelle loro opere missionari per una nuova evangelizzazione. Il modo asiatico di fare missione, di essere missionari, sarà diverso. Possiamo solo andare come donne e uomini che portano con sé la ricchezza della loro fede profonda in Gesù e l’impegno nella sua missione, ma senza potere o denaro. Accettare questa realtà è liberante!

In linea con la tradizione asiatica, per essere un discepolo, il religioso deve passare attraverso un rigoroso periodo di formazione, rimanendo silenziosamente ai piedi di Gesù, il suo Guru, per imparare ad essere la compassione di Dio che trasforma il nostro mondo ferito. Sia la formazione iniziale che quella permanente devono preparare i religiosi a vivere la radicalità dei consigli evangelici. Il futuro della vita religiosa in Asia dipende da chi scegliamo di ESSERE, da dove e con chi scegliamo di vivere e da cosa scegliamo di fare.

Nel contesto asiatico, la religione e la vita religiosa avranno sempre una profonda implicazione sociale, in quanto la religione non è solo un affare privato. In questo senso, la vita religiosa in Asia non può perdere la sua visibilità e identità. La vita consacrata ha bisogno di essere riconosciuta e valorizzata di più all’interno della Chiesa, non solo per il magnifico lavoro svolto dai religiosi, ma per la loro presenza carismatica e profetica così necessaria. Un numero crescente di donne religiose in Asia accoglie il rischio dei ministeri di frontiera per valorizzare i poveri, soprattutto le donne, mentre essi stessi sono ben lungi dall’essere accettati come partner alla pari nella missione della Chiesa. Abbiamo bisogno di sfidare noi stessi a quel “di più” che il nostro discepolato in Asia richiede da noi. Nel contesto delle nostre realtà asiatiche, quali nuove visioni della vita consacrata e dei consigli evangelici, la teologia può offrire ai religiosi asiatici? La ricchezza spirituale che abbiamo accumulato, la saggezza, l’esperienza vissuta e la speranza del popolo asiatico potranno dar vita ad un nuovo modo di essere religiosi in Asia e ad un nuovo modo di fare teologia, che arricchiranno e sfideranno la Chiesa universale ad una più radicale sequela di Gesù?

Riferimenti bibliografici:

 

  1. “The Witness of Consecrated Life in Asia Today,” Sr. Julma C.Neo, DC (FABC Paper No. 92b)
  2. “A Spirituality of Mission in an Asian Context,” Samuel Rayan, S.J.
  3. “Consecrated Life: Prophetic Symbol and Stimulus in the Mission of the Church,” Judette

Gallares, rc, Religious Life in Asia, April-June 2009

  1. Thomas C.Fox: Pentecost in Asia (Orbis Books, NY 2002)

Cortesia di Vidimus Dominum – Il Portale di Vita Religiosa

Visitateci nel sito: http://www.vidimusdominum.org

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