Perché una formazione permanente è un “must”?

di Fr. Lucio M. Pinkus, OSM

Tutti gli studiosi di scienze umane concordano, oggi, su quanto già indicato dalle tradizioni sapienziali e religiose antiche: l’impegno di pervenire al compimento della propria identità non è affatto un optional della vita, bensì ne rappresenta il compito più importante ed elevato. Condizione previa e necessaria per intraprendere questa via è la capacità di vivere la vita spirituale, cioè che questa dimensione particolare della persona abbia raggiunto uno sviluppo adeguato: tale condizione si realizza quando il soggetto, dopo aver elaborato in modo idoneo il narcisismo primario e avere portato, così, consapevolezza ed autodeterminazione ad un grado sufficiente di maturazione, deve ora cimentarsi nel difficile compito di trovare senso ed unificazione alle circostanze della vicenda umana, così frammentarie e, sovente, casuali ed imprevedibili. La dimensione della vita spirituale richiede, inoltre, una visione chiara dell’incompiutezza e provvisorietà della nostra condizione, quindi della necessità d’innestare la nostra esperienza personale entro un processo molto più ampio e profondo, che ci rende solidali con gli altri e con la storia stessa dell’umanità.

 Da questo punto di vista, la vita spirituale si può definire come l’esistenza personale, vissuta con piena consapevolezza della propria unicità e delle proprie dinamiche interiori, nell’orizzonte di un progetto di vita.

Nel nostro caso di Servi/e , il compimento dell’identità si realizza mediante l’impegno a diventare quel “nome che per noi è scritto nei cieli”, seguendo la prospettiva particolare del servizio a santa Maria. Questo impegno di maturare la nostra vita spirituale come cristiani e come Servi/e della Madre del Signore ci accompagna per tutta l’esistenza, fino a renderci capaci di abbandonarci con fiducia alla morte. Perché questo sia possibile, la struttura stessa della personalità umana – considerata nelle sue diverse dimensioni: biologica, psichica, antropologica e cristiana/servitana – richiede che ognuno di questi aspetti venga coltivato, per dare una forma unitaria al nostro cammino di identità e per garantire, in quanto dipende da noi, l’utilizzo di tutte le nostre risorse e l’accoglienza dei doni della vita. Il processo che ci mette in grado di perseguire consapevolmente questo obiettivo è, appunto, la “formazione permanente”. Di questo impegno sicuramente fa parte la capacità, anche di prendersi cura attenta della salute e del corpo, ma soprattutto di tenere allenata la nostra mente, così da essere sempre in grado di vivere la cultura della società in cui siamo posti e, al tempo stesso, di svolgere in modo adeguato e realistico il nostro servizio. Non va dimenticato che l’esercizio di allenamento della mente attraverso letture, ascolto di conferenze, gruppi di lavoro e altri mezzi, serve a mantenere vivace l’attività cerebrale, quindi a renderci vitali quanto più possibile e a valorizzare risorse che, anche nell’età anziana – salvo patologie imprevedibili – non sono affatto poche, soprattutto se c’è una continuità di cura della propria formazione, già dall’età giovanile ed adulta. In questo ambito, è certamente importante formarsi in modo continuo sui progressi delle scienze bibliche e teologiche, come pure di qualsiasi aspetto della cultura, per il quale siamo disposti a prendere un interesse serio.

A questi aspetti della formazione permanente devono accompagnarsi nuove esperienze spirituali, cioè una ricerca di autenticità più cosciente ed accurata, nella quale la riflessione sulla nostra vita di fede ci aiuti a saper gestire al meglio gli strumenti del conoscere e delle nostre attività, mantenendo fisso lo sguardo e la coscienza sul fatto che abbiamo scelto di divenire pienamente Servi/e della Vita e di comunicarla.

La formazione permanente è dunque un impegno importante, che consente di vivere appieno l’oggi dell’uomo e l’oggi di Dio e si saper rendere noi stessi strumenti di quell’azione dello Spirito che porta a compimento le nostre identità e fa sì che il nostro servizio prepari il futuro.

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